Il colesterolo ha un diretto effetto sulla probabilità di infarto cardiaco perciò conviene capire come mai questi due aspetti siano strettamente legati.

Che cos’è il colesterolo

Il colesterolo è un tipo di grasso di origine animale che quindi si trova in tutti gli alimenti di origine animale. Si parla principalmente di quello contenuto nella carne come gli insaccati e nei latticini come quelli stagionati o il burro. Chi ha una dieta prevalentemente basata su alimenti di questo tipo, si ritrova quindi con molto colesterolo il corpo che ha l’antipatica abitudine di andare a depositarsi all’interno di vene e arterie producendo grossi ammassi densi che crescono sempre di più. Una persona anziana che ha patologie cardiache o ha già avuto un infarto, dovrebbe esser seguita da un infermiere a domicilio Roma.

Come si misura il colesterolo

Per poter misurare il colesterolo, sono sufficienti le semplici analisi del sangue. In linea generale, quando il medico di famiglia prescrive delle normalissime analisi, la misurazione del livello di colesterolo è già inclusa. Tuttavia, per esserne certi basta esplicitare al medico che compila le ricette questa esigenza.

Una volta arrivati i risultati delle analisi del sangue, è piuttosto semplice capire se il livello di colesterolo è alto oppure no. Infatti, nella tabella dei risultati che si riceve è presente proprio la dicitura colesterolo. Sarebbe preferibile che il colesterolo si trovasse al di sotto del valore di 190. Tuttavia, valore leggermente più alti sono comunque accettabili, a patto che un altro valore riguardante il colesterolo cioè quello LDL sia basso e quello HDL alto. Si tratta di due grassi particolari definiti, rispettivamente, come colesterolo cattivo e colesterolo buono.

Quali sono le conseguenze del colesterolo alto

È sempre fondamentale capire che il colesterolo alto è il rischio di infarto sono strettamente legati. Infatti, gli accumuli di colesterolo bloccano il passaggio del sangue diretto al cuore. Il tessuto non irrorato muore e quindi si assiste a una necrosi. Più crescono le aree necrotizzate, meno il cuore è performante fino ad arrivare allo stop cioè all’infarto cardiaco.

Di Grey